Panathlon

Cento anni fa la posa della prima pietra nel nuovo stadio che poi prenderà il nome di Tardini

Il 31 dicembre 1922 nel nuovo stadio la posa della prima pietra, murata dal sindaco Amedeo Passerini, all’interno una targa d’argento con lo stemma FBC-Foot-Ball-Club. Lo Stadio fu realizzato dall’architetto Leoni, dopo che il premio per il concorso del progetto era stato vinto da Anton Atanasio Soldati che divenne caposcuola dell’astrattismo geometrico e da Riccardo Bartolomasi, futuro progettista (1927) dell’Asilo-Monumento ai Caduti in guerra di San Lazzaro. Venne a costare 337 mila lire, 140 mila il terreno, le tribune 70 mila lire. Una cifra notevole per l’epoca. Comunque il dado era tratto. Con lo stadio, il cui ingresso ricordava quello dello stadio Olimpico di Lione (costruito dal grande architetto Tony Garnier con gli stessi pilastri angolari sagomati) ci sarebbe stato lo spareggio con la Novese per la promozione in prima Divisione, l’equivalente della serie A, ripartita in due gironi. L’esordio dei crociati avvenne il 6 settembre 1925 con la Juventus a Torino  Con la scomparsa di Ennio Tardini la cittù all’unanimità decise di dedicargli quello stadio per il quale si era tanto battuto.