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"Gianfranco ha lasciato una preziosa eredità, non sprechiamola" ha detto don Mattioli

L'ultima panchina di Gianfranco ai campionati universitari

Ancora una forte dimostrazione di affetto per Gianfranco Bellè alla messa officiata da don Mattioli assieme al vecchio parroco 94enne, amico dello scomparso. Tanti personaggi, a cominciare dall'ex Ct Cesare Prandelli con Gabriele Pin, l'indimenticato presidente del Parma, Giorgio Pedraneschi, l'ex direttore dell'Unione Industriali, Giorgio Orlandini, il prof. Del Signore, l'ex direttore della Gazzetta, Giuliano Molossi, Fulvio Ceresini, Luca Carra del Parma 1913, Ivo Cocconi, Zeman, Vincenzo Pincolini, insomma tanti amici che hanno voluto dimostrare di non averlo dimenticato. Folta la rappresentanza del nostro Club, del Cus Parma, dei Veterani e del Comune. con Massimo Faroldi ed altri " Gianfranco ha ben seminato-diceva don Mattioli-non sprechiamo l'eredità che ha lasciato". I compagni dei viaggi a Lourdes dell'Unitalsi hanno ricordato la preghiera del barelliere che assieme a Bellè leggevano ogni mattina del pellegrinaggio. Poi un commosso ricordo della nipote: "Pochi giorni fa ci diceva che il suo sogno era di fare la rivoluzione del mondo". Quando potremo lo faremo per lui dedicandogli quelle giornate. Anche quando era via per lavoro non ci faceva mai mancare la sua presenza con i messaggi e le telefonate scherzose".  Sulla bara, all'uscita dalla chiesa è stata posata una divisa dei barellieri dell'Unitalsi quindi una maglia della nazionale di rugby e un cuscino di fiori della Gazzetta dello sport di cui era stato corrispondente per trent'anni. La sepoltura alla Villetta.

Poco tempo fa, in occasione dell’uscita dell’ultima nostra fatica libraria (abbiamo sempre evitato accuratamente di considerarci appartenenti a quella letteraria) qualcuno scherzosamente e simpaticamente ci definì i “Fruttero e Lucentini” della val Padana. Ovvero dai cronisti di nera. E dei delitti. Ai cronisti di bianca. Dello sport. Calcio soprattutto, anzi Parma Calcio. Anche se la nostra coesistenza risaliva al glorioso Parma AS, il settimanale che usciva prima della partita al Tardini e nel quale io e Bellè, assieme ad altri giovani dei vari periodi, innaffiavano con le nostre parole il prato gobboso del Tardini. Poi lui dal Carlino alla Gazzetta, rifiutando altre destinazioni, io a Tuttosport e poi alla Stampa ma il rapporto è rimasto sempre lo stesso, perchè quello che nasce in gioventù è duro a morire anche se capitano nel corso della vita anche le incomprensioni. Così lui mi chiamava per l’articolo da mettere nel libro degli arbitri, io per inserirlo nella pubblicazione del Torino o della Juventus dove figurava così con Giovanni Arpino e Gian Paolo Ormezzano, cosa che gli faceva sicuramente piacere. Ritornato nel Ducato, mi scriveva puntualmente l’articolo per Parma Look, assieme a tante belle firme come Andrea Schianchi, Gino Bacci, Massimiliano Nebuloni, Enzo Palladini, Nicola Calathopulos, Francesco Zucchini, Beppe Maseri ed i nostrani Mario Salvini, prima che si avventurasse sulla gloriosa strada per Milano, Gabriele Majo, Vittorio Campanini, Antonio Bertoncini,  MassimoTorelli, Federica Panicieri, Romano Bonati e tanti altri assieme al puntualissimo maestro Aldo Curti. Era una piccola scuola di giornalismo, a molti ha fatto sicuramente bene. Con Gianfranco il primo vero passo importante con la storia del Cus Parma, impegno notevole ma ben riuscito. Quindi i 90 Anni del Parma Calcio e poi i 100 anni, frammisti con diversi altri fra cui Parma, Passione infinita per non dire dell’ultimo, Noi di Parma Campioni d’Italia, che ci ha messo duramente alla prova assieme ai tipografi delle Grafiche Step che ci hanno pazientemente sopportati in tante pagine rifatte non una ma anche cinque volte. Nel lavoro Gianfranco era meticoloso, chiedeva a se stesso e agli altri sempre il massimo in un mondo che cominciava a confondersi attratto dalle spirali della magia di internet che lui ha accettato ma non sempre condiviso come tanti giornalisti della vecchia guardia. Combattendo sino all’ultimo al punto da scrivere un articolo dal letto dell’ospedale dedicandolo al suo figlioccio, il bravissimo Emiliano Bozzetti chiamato nello staff sanitario della nazionale under 19 per continuare la prestigiosa tradizione di famiglia. E a Claudio Carra, fotografo da sempre del Parma calcio, aveva raccomandato: Fagli un  bella foto, puntualmente uscita sulla Gazzetta assieme al suo “pezzo”. L’ultimo suo articolo anche se lui avrebbe voluto scriverne ancora tanti, assieme a nuovi libri perchè le idee e la passione non gli mancavano. E che purtroppo ci mancheranno moltissimo negli anni a venire.

Giorgio Gandolfi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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