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Il professor Calamai in cattedra per il Corriere: noi lo scoprimmo nel 2007. L'osteopata di Parma ha vinto a Roma il titolo mondiale paralimpici

Oggi il Magazine del Corriere della Sera BUONE NOTIZIE, pubblica in copertina e nelle pagine successive un ampio articolo su Marco Calamai, il professore del basket (22 anni di carriera in serie A) che fu nostro ospite allo Stendhal , durante la presidenza di Vittorio Ferrarini, nella Conviviale a lui dedicata nel 2007. Un personaggio che ci fece scoprire Paolo Gandolfi e che conquistò i nostri soci con la dialettica e la dimostrazione di quanto stava facendo per i normodotati attraverso il basket. un personaggio veramente eccezionale che ci conquistò quando non era ancora noto, a parte i suoi risultati nel grande basket. Lo sport più bello-ha detto- perchè tende al cielo.

Nelle foto di Carra del 2007:  Calamai alla Conviviale con Gandolfi, Giovetti quindi con Landi e Ferrarini. Roma- La premiazione dei Paralimpici da parte di Tardelli dopo la finale con tanti applausi per il portiere Matteo Vitali.

Così ha titolato “Buone Notizie” il prestigioso Magazine del Corriere raccontando come, dopo una carriera da allenatore in serie A, abbia intrapreso una nuovo strada con 17 giocatori disabili che l’hanno portato a realizzare 30 centri sparsi per l’Italia. Sono mille i cestisti normodati e portatori di handicap che giocano assieme, senza differenza. L’Intervista è tutta da leggere e ve la consigliamo. Quando Calamai venne proposto da Paolo Gandolfi come ospite della Conviviale nel Consiglio ci fu chi disse:” Ma chi è ?” Noi lo ricordiamo bene ma fingiamo di non ricordare. Come sempre le grandi cose nascono da incontri casuali come quello di Calamai con Emma Lamacchia che gli disse “ Perchè non vieni a fare un giro con noi?” e scoprì una realtà che gli aprì gli occhi su un altro mondo. Anche noi recentemente, frequentando la bellissima palestra all’avanguardia di via Galileo Galilei, del professor Gianfranco Beltrami, nostro illustre Socio e già Presidente, abbiamo scoperto un osteopata di valore internazionale, in gara anche nella recente sfida atletica del Cus Parma, la Cetlar Run,  per le strade della città, ovvero il dottor Andrea Farnese, cognome illustre ma lui è di Fano. Ebbene, cinque anni fa Farnese prese in cura un ragazzino che pesava un quintale. In cinque anni gli ha fatto perdere cinquanta kili ed ora il ragazzo, Matteo Vitali, è diventato portiere della squadra Polisportiva Passepartout di Fano oltre che della Nazionale di calcio a cinque che ha ha vinto a Roma nel pomeriggio il titolo mondiale “Dream World Cup”battendo nettamente in finale il Cile 17 a 4, terzo il Perù mentre il Giappone è finito sesto anche se era il favorito. Ma gli azzurrini si sono superati meritando alla fine i complimenti di Marco Tardelli e di Sisina Mihajlovic, complimenti davvero meritati a cominciare dal portiere Matteo Vitali.  Il dottor Andrea Farnese assieme al collega Enrico Ridolfi , entrambi esperti nell’osteopatia, fondarono nel 2013 la Polisportiva Sport, Benessere e Salute Mentale col coordinatore Umberto Battista, a sua volta specialista in tema di inclusione sociale e in fisiologia applicata alla prestazione sportiva nei soggetti disabili, poi Presidente della società. La Nazionale “Crazy for Football” ha gareggiato a Roma col  patrocinio del Coni e della Federcalcio, in collaborazione con la Lega Nazionale dilettanti-Divisione calcio a 5. Oltre a giocare a calcio, Matteo gareggia contemporaneamente sul tatami nei campionati di judo.

 

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