GLI APPUNTAMENTI PER I SOCI DEL CLUB

Chi ci sta vedendo

Abbiamo 108 visitatori e nessun utente online

Elenco articoli

La Conviviale con Soldini: Dalla prima barca, "Stupefacente" alla lotta per salvare i mari dalla plastica

Il Cristoforo Colombo dei nostri tempi, la similitudine del giornalista Roberto Longoni, migliore espressione della serata dedicata dal nostro Club all’argonauta Giovanni Soldini. Con la “spiegazione” di Stefano Frigeri sulla presenza a Parma di un personaggio da molti richiesto senza essere esauditi. “Merito del professor Ermanno Giombelli che ha un filo diretto speciale con Soldini”. L’arcano è presto spiegato. Giombelli, presentatosi di verde paludato coi colori mitici della Germal d'antan, è un personaggio speciale dell’Ospedale di Parma, autore di trentasette  pubblicazioni e oltre 100 fra  relazioni e partecipazione a corsi e congressi sia nazionali che internazionali di carattere neurochirurgico. E’ stato Neurochirurgo accreditato al campionato mondiale di sci alpino a Bormio nel 1985 e al campionato mondiale di sci femminile a Santa Caterina Valfurva nel 2005. Un biglietto da visita che apre molte porte, anche quella dell’intrepido Soldini, presentatosi alla Tenuta Santa Teresa in grande forma in un salone esaurito. “In effetti non vado da nessuna parte-ha confermato Soldini- stavolta non ho potuto rifiutare ma ne valeva la pena” Continuando nella sua presentazione, Longoni, da ligure qual è, ha spiegato che l’ospite è uno abituato ad andare “controcorrente, un francese, anzi un bretone mancato, nato e cresciuto in un mondo avventuroso, quello della fantasia e della determinazione”

“ In effetti- ha ammesso Soldini- sono cresciuto con un primo amore, una barchetta con la quale “navigavo” sul Lago Maggiore durante le estati trascorse dalla nonna. Poi a sedici anni una barca a vela, e la partecipazione alla costruzione di un natante il cui nome ha sempre destato curiosità, Stupefacente. In effetti a Milano quand’ero senza soldi conobbi una persona che lavorava in una comunità di Latina per il recupero dei tossicodipendenti e coi quali andai a costruire la mia prima barca. Un’esperienza bellissima, vederla nascere, misurarla, le curve, la forma, i buchi sul legno. Lo scafo successivo venne disegnato da un super architetto, non avevo una lira, lui chiese trenta milioni, 10 subito, 10 dopo, 10 chissà quando. Con quello feci il primo giro del mondo”

Longoni ricorda una battuta dell’avvocato Agnelli secondo il quale soltanto Soldini poteva trovare una donna in mezzo all’Oceano in tempesta. “IEcco altri "momenti " dl nostro eroe più o meno noti

«Come navigatore solitario diventa famoso durante la Baule-Dakar del 1991, al timone di un cinquanta piedi di seconda mano. “Il vero problema di navigare in solitaria è dormire, perché più riesci a essere presente e vigile e più la barca va forte. Quindi ti concedi dei sonnellini da venti minuti al massimo. Il bello delle privazioni è che poi ti fanno apprezzare le cose semplici, come riposare in un letto o mangiare seduti a tavola. In effetti trovare e salvare l'amica francese fu l’emozione più grande ma ebbi molta fortuna a trovarla.  Ho inventato un´ottima pasta in pentola a pressione, cotta con un bicchiere d´acqua dolce e uno di acqua salata perché in mezzo al mare la cosa più importante è risparmiare»
«Nella sua vita non ci sono stati però solo momenti felici. Il più brutto, sicuramente, durante un tentativo di record della traversata atlantica da New York a Cap Lizard, quando un´onda, più maledetta delle altre, ha rovesciato il Fila e gli ha portato via l´amico di sempre, Andrea Romanelli. “Dopo quella furia ti rimane dentro un grande dolore e una domanda: che senso ha tutto questo? Poi ho capito che l´unica risposta era rimettersi in piedi e fare il giro del mondo”»
«Tutti pensano che la paura per Giovanni arrivi quando si trova in mezzo al mare, con la tempesta, di notte, al freddo, magari in mezzo alla nebbia e agli iceberg. Non è così: la paura inizia molto prima di partire ed è tutta psicologica: “Le mie angosce, in realtà, sono legate alla responsabilità che ho verso quelli che lavorano con me: quando poi parto, una volta usciti in mare, sono felice, anche se la paura della natura c’è. Guai a non averla”»
«Se vedi un delfino da solo, ti fai mille film: è venuto a salutarmi, mi sta indicando la rotta... Se lo vedi in equipaggio, è solo un delfino. Però in nove tiri il collo alla barca, vai al limite. E andare sulle onde a 30 nodi, è una bella esperienza, unica”
«Quando sono a terra anelo il mare, quando sono in mare desidero avvistare terra, a me piace andar lontano, navigare col buio, sbarcare in posti nuovi: per me il mare non è solo un campo di regata, è una dimensione».
«Io sono un grande sostenitore del buon senso, e delle regole applicate con criterio. I navigatori anglosassoni sono militareschi. I neozelandesi vietano il caffè».
«L’inquinamento sta uccidendo il mondo e nessuno se ne preoccupa, ho visto isole di spazzatura nel Pacifico, solo in barca mi sento davvero libero». Il capidoglio quando incontra metri di plastica la scambia per calamari e l’ingoia. Ho incontrato nell’oceano zone immense di plastica, negli ultimi tempi sono aumentate in modo considerevole. A San Francisco ti danno una bottiglietta di plastica con cinque sacchetti. In Italia per fortuna la normativa può aiutare a salvare i mari anche se il pescatore quando ha riempito la barca poi deve fare una scelta, sicuramente o ributta in mare il pesce o porta a riva la plastica col rischio di portarla in Comune e vedersi appioppata una multa. La gente deve abituarsi come succedeva un tempo, non bisogna produrre plastica più del necessario,
Dalla compagna Elena ha avuto Martina e Gerolamo, dalla compagna Benedetta Alice e Leo.

«Vive a Sarzana e cerca di fare le cose che ama di più: leggere, sentire musica, stare con i figli. Una cosa che invece non ama affatto, ma che fa parte del suo mestiere, è la ricerca del denaro necessario per costruire le barche e per finanziare le imprese. La caccia all´indispensabile sponsor”.

Tre candidati a diverntare Soci del Panathlon ( foto Studio Carra, via Picasso 18/B. Shootìng Room , via Malapina ( su appuntamento)

joomla templatesfree joomla templatestemplate joomla

Ricerca Articoli

Back to Top