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Tutto esaurito allo Sporting per la serata dei Campioni del baseball

Nella foto in primo piano Gradali e Varriale, in carrozzella quindi da sinistra Giorgio Castelli, Mario Salvarani, Giulio Montanini, Giancarlo Rosetti, Paolo Zbogar, Guido Pellacini, Roberto Mari, Massimo Fochi e Claudio Corradi, alle loro spalle Giorgio Gandolfi, Gibo Gerali, Rossano Rinaldi e Gianguido Poma . Sotto Zurlini intervista Pellacini quindi Montanini, al tavolo con Corradi, Varriale e Salvarani (Foto Carra)

  

 E’ stata un’autentica parata di stelle quella del baseball al Panathlon con la conviviale allo Sporting che ha registrato il tutto esaurito. Due defezioni all’ultimo momento, Claudio Cattani in gita scolastica e Leonardo Schianchi ma in compenso tanto entusiasmo per gli “eroi” di ieri che hanno portato a Parma dieci scudetti e quattordici Coppe dei campioni, oltre ad altri trofei. Districarsi in mezzo a tanti personaggi non era facile ma il presidente Ghiretti e il giornalista Gian Luca Zurlini ci sono ben riusciti appoggiati dal consiglio e dalla nuova società presente con Paolo Zbogar, l’allenatore Gibo Gerali, che è anche il tecnico della Nazionale e il giovane Lorenzo Gradali, una famiglia votata al baseball, espressione del rinnovamento in atto. Naturalmente non ci si è dimenticati degli assenti, primo fra tutti monsignor Sergio Sacchi che in mattinata aveva ricevuto la visita e gli auguri del capitano storico, Claudio Corradi. Con la premessa del cronista d’antan, che ha ricordato come “chiunque all’epoca poteva sognare. E il sogno era un gioco nuovo, da farsi sui prati a primavera e poi fra i suoni dell’estate. Castelli era uno dei ragazzi che sognavano e crescevano in un quartiere dove la gente era povera, molto uguale e molto felice, pur non sapendolo”. Proprio Giorgio Castelli è stato autore di un intervento molto efficace nel ricordare l’importanza della Famiglia Salvarani, rappresentata nell’occasione da Mario, fautore dell’abbinamento Germal con Aldo Notari (grande applauso) che lanciò in campo internazionale il baseball ma risultando importante se non determinante anche per calcio e pallavolo : “ Grazie a questo signore- diceva Castelli indicando Mario Salvarani- l’esperienza Parma Baseball è stata eccezionale. Questa è storia eppure hanno ricevuto ben pochi riconoscimenti. Con loro imparammo anche a indossare una divisa e a esibirla con fierezza negli appuntamenti importanti. C’erano poche squadre allora ad averla. La mia esperienza americana, quando andai negli States accompagnato da Giulio Montanini, durò appena due mesi, il tempo riconosciuto dal documento di espatrio. Le regole del 1951 erano allora severe: diventando professionista non avrei più potuto giocare in Italia e in Nazionale. Sarebbe stata una bella esperienza ma ero nato troppo presto”. Montanini ha confermato le pressioni ricevute dalla Federazione, non ci si poteva oppore. Per Salvarani il baseball era un mondo sconosciuto “ma a Notari bastarono dieci minuti per convincermi. E così conoscemmo questo gioco magnifico, che portammo anche in televisione alla Domenica sportiva grazie all’amicizia con Adriano De Zan. I ragazzi in divisa fecero un figurone. Era una squadra, quella Germal di 40 anni fa che abbiamo rivisto nel filmato di Gandolfi e di cui siamo ancora fieri”. A due metri c’è Sal Varriale, in carrozzella. A vederlo infermo c’è da stupirsi ma il problema a una caviglia merita la massima attenzione. Col suo solito spirito garibaldino, Sal, il più vecchio di cinque fratelli, racconta come Notari e Montanini a New York lo indussero a firmare per i colori parmigiani dopo che il nonno, Bartolomeo Grimaldi, aveva scritto a sua insaputa a Parma. L’accordo prevedeva 200 dollari d’ingaggio e 199 per il viaggio. Sal fece 10 fuoricampo in 15 partite. Inevitabile la conferma. Parlano altri, a cominciare da Guido Pellacini, il costruttore dello stadio di viale Piacenza su progetto cubano, una vita dedicata al baseball, soprattutto a quello dei giovani. Claudio Corradi ricorda con nastalgia “un periodo magnifico, forse irripetbile. Tutti amici, tutti uniti dalla stessa causa. Auguro a Zbogar e Gerali di avere altre soddisfazioni, le meritano”. Fochi e Poma parlano da dirigenti, l’affiatamento sul campo si è riflesso anche fuori. “Varriale-racconta Massimo- ci aveva conquistati al baseball comperandoci il gelato. Oggi sarebbe...impossibile. Il nostro sport sta soffrendo, è lo specchio del Paese e della società. E’ giusto dare il massimo appoggio alla nuova società, che ha uno sponsor serio come Parma Clima, nel tentativo di cambiare pelle, trovare il giusto salto di qualità. Le premesse ci sono, bisogna insistere”. Gianguido Poma, papà di un campione come Sebastian, spera di “rivedere il nuovo stadio pieno come avvenne in occasione del decimo scudetto. Occorre un lavoro in profondità, un lavoro vincente pensando al futuro”. Roberto Mari giocò in un ruolo difficile, quasi inesistente, quello del rilievo sul monte: “ Le incomprensioni non mancavano, quando Castelli voleva la curva io preferivo una slider o una palla dritta. Lui insisteva, lanciai la curva e beccai un fuoricampo. Poi vincemmo ugualmente, Tempi straordinari, auguro a tutti che si ripetano”. Per Rossano Rinaldi “ nel 1997 il baseball rischiò di scomparire, oggi con l’Università l’abbinamento che realizzammo allora sarebbe impossibile. Invece conquistammo due scudetti e altrettante Coppe dei Campioni più una Coppa delle Coppe. Fu dunque una scelta giusta, sennò il baseball sarebbe sparito come avvenne con la pallavolo. Purtroppo a Parma quando lo sport langue difficilmente chi può interviene. Ma io non sono pentito per quello che ho fatto, lo rifarei. Con l’allenatore della Nazionale e con lo sponsor giusto come Parma Clima, il nostro baseball può risorgere”. In piena sintonia, dunque, con Gibo Gerali felice di avere ripreso a correre dopo il successo contro il Rimini dell’amico Ceccaroli: “ Dopo un inizio sfortunato, si stanno ponendo le basi giuste grazie ad un presidente come Zbogar che sta puntando sui giovani di casa nostra”. La parola conclusiva spetta al Presidente Zbogar: “Pur soffrendo siamo rimasti in serie A grazie alla fiducia dimostrata nei nostri confronti, al volontariato di noi tutti. Ci stiamo rapportando col territorio, Collecchio, Colorno, Crocetta, Oltretorrente sono con noi. Certo in due anni sono stati commessi anche errori. Chi non li fa ?. Cerchiamo la strada del rilancio proprio coi giovani come venne fatto in passato dalla Germal”. I migliori auguri vengono da un esperto come Giulio Montanini: “I giovani rappresentano una ricchezza nella nostra città che ha tradizioni e vivai prolifici. Dunque vanno incentivati, in qualunque sport è la politica vincente”. Poi il rito tradizionale delle medaglie e il concerto degli applausi. Una gran bella serata con gli indimenticabili campioni del baseball con le interviste di GianLuca Zurlini e le foto di Claudio Carra nonchè il filmato di Giorgio Gandolfi: "1976-1977 un sogno che dura da 50 anni" accolto con molti applausi e che sarà visibile sul nostro sito

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