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Tanti Panathleti al Raduno degli ex del calcio e dello sport dal professor Umberto Squarcia

Stridulano i grilli mentre all’orizzonte il sole sta calando riversando gli ultimi raggi sulla tenuta del professor Umberto Squarcia a Mamiano.che dalla pianura si sta avventurando verso le colline. Gli acuti dell’inimitabile corista Alberto Cavazzini riempiono l’aria mentre la cinquantina di ex ragazzi del calcio e dello sport gareggiano in battute e ricordi. Non smetterebbero mai di chiedere, raccontare forse anche inventare. Come quando correvano in campo ed erano inesauribili perchè soprattutto giovani. L’appello porta la firma di un personaggio che ha fatto strada nella medicina ma che si porta dietro il ricordo di una squadra, quella degli Stimmatini di via D’Azeglio dedicata a Pier Giorgio Frassati che morì quando aveva 24 anni a Torino e che venne proclamato beato da Papa Giovanni Paolo nel 1990. È considerato, ancorché non canonizzato, uno dei santi sociali torinesi. Era l’erede di una grande famiglia che possedeva fra l’altro il quotdiano la Stampa e che la sorte strappò troppo presto all’affetto della famiglia. Sua sorella Luciana morì quando aveva 105 anni. Gli scherzi del destino.

Giovanni Squarcia quale fiduciario del Coni per la zona e delegato della Lega di A e B,  ha preenziato al raduno incontrndo così alcuni parenti, a cominciare dall'avvocato Gicaomo Malmesi, papà del vice presidente del Parma Calcio e il cugino, il  professor Umberto Squarcia

Nell’operazione che sapeva molto di revival, ha collaborato a fianco del professor Umberto Squarcia una linea d’attacco composta da Angelo Martini, che giocava nella San Leo, Giorgio e Lino Cardarelli con Arsenal e Victoria, Pietro Giuberti col Rapid, Ruggero Cornini con la Conforti e Giorgio Gandolfi con Fortitudo e Frassati militando appunto a fianco di Squarcia nella formazione rossonera di Maccagni. Sintomatico il commento del prof. Squarcia: “Ho avuto l’impressione di molta commozione da parte di tanti in una forma molto naturale e spontanea, anche spiritosa”. Per molti lo sport è stato il punto di partenza per raggiungere poi con la cultura traguardi importanti, tipo l’ing. Vincenzo Vernizzi, anche apprezzato pittore, Angelo Martini, riserva di Vycpalek nel ‘56 era accompagnato dal figlio Claudio, grande passione per la musica al punto di diventare professore di corno alla Scala a Milano. L’avvocato Giovanni Malmesi, salvò il Parma assieme ai Salvarani quando si chiamava Parmense ed era nei gorghi della serie D, suo figlio Giacomo, attuale vice presidente della società, uno dei sette rifondatori e socio di Nuovo Inizio ha fatto il bis con una linea difensiva impeccabile nel caso La Spezia e che nell’occasione anticipò quale sarebbe stato il verbo della nuova stagione, orgoglio e carattere, per lo scudetto della salvezza. Entrambi hanno brindato col prof. Squarcia e poi con Giovanni Squarcia al futuro. In mezzo a tanti ex tre personaggi venuti da lontano ma legati dall’amicizia con Parma a cominciare da Fabrizio Bassani, chirurgo infantile a Milano e Parma per arrivare alle Nazioni Unite, ancora presidente di diverse Fondazioni fra cui l’Harward University, con la moglie Bilgé Ogun, turca, vice direttore sanitaria dell’Organizzazione internazionale, per non dire della triestina Gabriella Arcadu anch’ella impegnata nelle strutture dell’Onu. Fabrizio Bassani vedrà oggi la duchessa Maria Grazia Salviati, nipote di Pier Giorgio Frassati alla quale verrà consegnata la foto del taglio della torta dedicata al santo. Tutti molto simpatici e subito “arruolati” dagli sportivi. Da citare il figlio di Leone Uluhogian, Sevag, che conservò la preziosa casacca originale crociata, Corrado Cocchi al quale Giorgio Orlandini (da lui ricordato nel minuto di silenzio per quelli che se ne sono andati) dedicò un singolare epitaffio: “Quando tirava in porta, colpiva puntualmente la bandierina del calcio d’angolo”. Ma Corrado si rifaceva in cucina, diventandone un luminare. Anche questa è cultura. E poi Pietro Giuberti, padre e zio emeriti crociati, che ora, privo con’è di aggeggi elettronici viene chiamato l’uomo della pietra , però è stato il primo parmigiano ad indossare la maglia azzurra ed ha scritto un “best seller” sull’autodifesa che è quasi esaurito. Andiamo avanti con Alfieri, figlio dell’indimenticato portiere, Furia, Gian Carlo Cattani, Pier Luigi Pernis, Michelangelo Benedetto, capitano e allenatore, Franco Greco, Marcello Rinaldi coi ricordi del papà, l'arbitro  Duodecimo, grande impegno per i giovani e il Centro sportivo italiano, Maurizio Pecorari, Filippo Bonati, Adriano Catelli, Attilio Tanzi e tanti altri come un ex presidente indimenticato, Ermes Foglia che guidò la Parmense alla “B” nel 1973, un contributo deteerminante nella storia del calcio nostrano.

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