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...E Adorni battè in volata Coppi e Bartali...Zavoli si è sposato a 95 anni !

Date un microfono ad Adorni e quello estrae dalla miniera che ha in testa altri preziosi ricordi da cesellare. E' successo anche ieri nel salone della Feltrineli dove il professor Stefano Pivato ha presentato il suo libro "Sia lodato Gino Bartali" ( alla terza edizione) assieme a quell'altra miniera letteraria che è il professor Daniele Marchesini, protagoniste di alcune nostre Conviviali fra le quali, indimenticabile, quella dedicata a Carnera. Stavolta ha introdotto il pomeriggio sul libro del collega universitario mentre Vittorio ha raccontato cose inedite anticipando una novità, le nozze dell'amico Sergio Zavoli (nativo di Russi di Ravenna come il papà di Gianfranco Beltrami) che all'età di 95 anni ha sposato una cinquantenne. Non è mai troppo tardi. "Sia lodato Bartali": in questi termini un quotidiano, il Resto del Carlino plaudì  il 24 luglio 1948, alla vittoria di Gino Bartali al Tour de France. Quel titolo suona oggi ironico, ma allora era assolutamente privo di scherno perché rivolto a un personaggio oggetto di una venerazione quasi religiosa. Proprio per questo il trionfo in terra francese assunse il sapore di un evento miracolistico che, secondo una vulgata largamente diffusa, avrebbe sdrammatizzato la rivoluzione nella quale l'Italia rischiava di precipitare dopo l'attentato al leader comunista Palmiro Togliatti. Molti i presenti al dibattito, a cominciare dal direttore della Feltrinelli, Ceresini per passare ad alcuni panathleti come Paolo Gandolfi, in compagnia del suo "collega" Alessandro Freschi e poi Ercole Gualazzini, Emilio Casalini (del quale Vittorio ha ricordato la vittoria al Giro e il titolo fattogli da Gianfranco Bellè " Un fante sul Grappa",in effetti fiìnì al traguardo davanti a Merckx)  sportivi e appassionati di ciclismo.

Adorni nelle copertine delle pubblicazioni con Gimondi, Motta ed i suoi fedelissimi Casalini, Armani e Gualazzini quindi lo "storico"passaggio della borraccia: Adorni calciatore al Tardini infine Emilio Casalini con Claudio Saccani alla corsa sul Baganza per gli Interaziendali

Singolare davvero è la storia di Gino Bartali proclamato nel 2018 cittadino onorario di Israele per aver contribuito, durante la Seconda Guerra Mondiale, a salvare ottocento ebrei. Nella seconda metà degli anni Trenta il ciclista fu al centro di una vera e propria beatificazione da parte del mondo cattolico che attorno alla sua figura creò il mito del «magnifico atleta cristiano» contrapponendolo all'eroe sportivo muscolare del fascismo. Nel dopoguerra Bartali contese a Fausto Coppi il primato della popolarità e la rivalità fra i due campioni si alimentò anche di motivi politici: al Bartali «cattolico e democristiano» le folle contrapposero il Coppi «comunista». Un vero e proprio duello politico e sportivo: a colpi di Guerra Fredda e di pedale. Sia Pivato che Marchesini hanno ridimensionato questi luoghi comuni: Bartali era considerato di chiesa perchè ad ogni arrivo invocava la Madonna, Coppi, suo rivale venne "battezzato" comunista dalla sinistra anche se non ha mai praticato concetti comunisti. Anzi, quando scoppiò lo scandalo della Dama Bianca,Fausto venne arrestato e la sua donna finì in galera per qualche giorno. Adorni ha vissuto a fianco di Bartali in tante serate, le ha rivissute nel suo intervento ma non avrebbe mai immaginato quello che aveva fatto per salvare gli ebrei rischiando la vita. " Non ha mai minimamente accennato a queste avventure a conferma della sua personalità davvero unica ed esemplare". Vittorio ha raccontato degli incontri con Papa Montini quando lui e Gimondi gli portarono la maglia rosa e gialla. " Lo speaker che avrebbe dovuto fare un discorsino si impapinò, perse lettaralmente la parola, Gimondi si guardò bene dall'intervenire,  per cui mi fecero parlare anche perchè era stato alla presenza dello stesso Papa diverse volte per cui non ero emozionato.  E quando uscimmo, Felice mi strinse in un abbraccio: "Urka cme at'se parlar" disse. Alle 19,30 Adorni stava ancora chiaccherando della famosa borraccia passata da Coppi a Bartali (o viceversa?) e tutti eravamo affascinati ad ascoltarlo specie quando raccontava delle interviste che gli strappava Zavoli e di quando il futuro senatore gli chiese una esclusiva sui motivi che l'avevano indotto a lasciare la Salvarani. "Eravamo nello studio della Rai e parlammo a lungo, io almeno raccontai quello che si poteva dire. Alle fine, improvvisamente, Zavoli disse: "Sbaraccate tutto, annullate i filmati, questo qua ci ha raccontato soltanto bugie, vero Vittorio ?". Io confermai che era tutto vero ma lui non era convinto e la trasmissione venne annullata, Lui aveva capito che stavo raccontando davvero bugie, i motivi erano stati altri ma non li ho mai spiegati". Insomma si doveva parlare di Coppi e Bartali ma alla fine sul traguardo è arrivato prima Adorni !

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