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Tifo e applausi per la Mostra sulla vittoria di Adorni a Imola

Paolo Gandolfi, l'assessore al bilancio, Marco Ferretti, Alessandro Freschi, Claudio Rinaldi e Massimo Fochi, voci a tutto campo nel ricordo di Adorni ad Imola

Sembrava di assistere al passaggio di una corsa: chiacchere e tifo come al Giro d'Italia o al Tour con tanti personaggi del ciclismo e del giornalismo per questa rinfrescata di un trionfo dopo cinquant'anni. Vittorio Adorni è sempre pimpante come un tempo, la solita miniera di ricordi soprattutto se sollecitati da quel grande giornalista che è Gianni Mura. Per Paolo Gandolfi e Alessandro Freschi,quest'ultimo  papà di una bambina bellissima ( "Tifi anche tu per Adorni ? " le ha chiesto Vittorio Longi e lei: "No, per la Juventus!") un successo confortante dopo tanto lavoro compreso il reperimento della sede in attesa del convegno del primo settembre all'Auditorium di viale Spezia con Romano Prodi e il dibattito condotto dal giornalista Rai, Auro Bulbarelli. Dopo l'intervento del vice direttore della Gazzetta di Parma, Claudio Rinaldi a nozze col vate di Gianni Brera, alias Gianni Mura, e quello di Massimo Fochi, che scalpitava dovendo partire per Rimini per l'atteso spareggio del baseball per il Parma Clima con i romagnoli, ecco il turno di Adorni che ha raccolto dalla sua memoria altri episodi abbastanza "nuovi" a cominciare dalla rivaità di Anquetil per Raymond Poulidor: "Lo credo-ha raccontato Adorni- che era diventato famoso come l'eterno secondo. Il suo maggiore rivale era Anquetil che correva per farlo perdere e a quanto pare ci riusciva". E poi le interviste volanti al Giro, quando erano proibite ma poi il potere della Rai seppe risolvere il problema. Non così per Gimondi messo in castigo da Sergio Zavoli in quanto in'intervista disse "E' un gran casino". Parola vietatissima. Gimondi venne precluso dai collegamenti, lui che era la maglia rosa del Giro. Adorni ed altri intervennero fin quando Zavoli lo perdonò accettandolo così in trasmissione"

Per Gianni Mura il rimpianto di quel ciclismo e di quei ciclisti ai quali dava del lei. Adorni ricordava come Gianni fece il suo primo Giro d'Italia: si era ammalato uno dei tre giornalisti della Gazzetta che dovevano partire per il Giro e così tocco a lui, appena arrivato alla redazione della rosea, sostituirlo. Il caso volle che la sua prima intervista la fece proprio con Adorni dandogli del lei: "Allora era così- ha detto Mura- ma il rapporto con i ciclisti era famigliare. Quando poi ci si trovava a tavola, era bello scherzare e sorridere. Adesso i ciclisti sono radiocomandati dall'ammiraglia che decide chi vince e chi deve perdere. Non è più una cosa seria". Ci fosse stato Zavoli avrebbe messo in castigo anche lui. Scherzi a parte Mura vuole bene ad Adorni, vuole bene a Parma, come il collega della Rosea, Andrea Schianchi che era presente all'inaugurazione della Mostra (aperta sino al 9 settembre) assieme a diversi panathleti a cominciare dall'ex citato, Vittorio Longi. Ricordiamo anche Antonio Maselli con la signora Mimma, Michelangelo Benedetto e signora, Andrea Paini che era assieme al delegato del Coni, Antonio Bonetti e molti ciclisti della vecchia guardia.

Adorni al microfono con Gianni Mura, un bel duetto quindi con il giornalista della Rosea, Andrea Schianchi, infine Vitaliana Adorni col nipotino.

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