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Il Parma resta in Serie A con cinque punti di penalizzazione. Due anni a Calajò

Cinque punti di penalizzazione al Parma da scontare in Serie A nella prossima stagione, due anni di squalifica a Emanuele Calaiò.
Questa la sentenza del tribunale nazionale federale sul caso del messaggio inviato dal giocatore della squadra crociata a un suo collega dello Spezia alla vigilia della gara conclusiva del campionato di serie B.


"Il Parma Calcio 1913 prende atto con enorme amarezza della sentenza emessa in data odierna dal Tribunale Federale Nazionale. Riteniamo abnorme la condanna del nostro tesserato Emanuele Calaiò rispetto ai fatti all’origine del deferimento e iniqua, illogica e in contrasto con la recente giurisprudenza sportiva la pesantissima penalizzazione per responsabilità oggettiva inflitta alla nostra società. Confidiamo che la totale estraneità del Parma Calcio 1913 ad ogni comportamento meno che lecito venga riconosciuta già dalla Corte Federale di Appello, a cui ricorreremo in tempi brevissimi, nell’auspicio di trovare giustizia" Il tribunale ha riconosciuto nel comportamento di Calaiò il tentato illecito sportivo più una ammenda di 20mila euro. La società era stata coinvolta per responsabilità oggettiva ma il Parma "ha conseguito sul campo la posizione finale in classifica che le ha consentito la promozione diretta in serie A", per questo il "tribunale ritiene che la penalizzazione riferita alla classifica del campionato di serie B appena conclusosi, oltre che estremamente afflittiva" sarebbe anche "in aperto contrasto con lo stesso principio di afflittività previsto dall'art. 18, comma 1, lett. g) del CGS", si legge in un passaggio del dispositivo.

Il Tfn evidenzia inoltre "che si è in presenza, nella specie, di un tentativo di illecito decisamente respinto dai destinatari dei messaggi e la cui conoscenza da parte della società Parma Calcio non è stata in alcun modo nemmeno ipotizzata".

Secondo il Tribunale quindi "la penalizzazione va operata con riferimento alla stagione sportiva in corso e, solo ove si appalesi inefficace - motivano i giudici - può essere fatta scontare, in tutto o in parte, nella stagione sportiva successiva, di talché, dovendosi individuare la stagione sportiva in corso in quella 1° luglio 2018/30 giugno 2019, la infliggenda penalizzazione sul punteggio non potrà che scontarsi in tale stagione sportiva"

 
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