GLI APPUNTAMENTI PER I SOCI DEL CLUB

Chi ci sta vedendo

Abbiamo 88 visitatori e nessun utente online

Elenco articoli

La giornata del Bancarella Sport è stata anche la giornata del Panathlon International

Pontremoli ancora una volta ha ospitato la bella manifestazione del Bancarella sport e alla base della manifestazione c'è sempre il Panathlon che anni fa ebbe l'idea di organizzare la manifestazione che oramai è davvero internazionale. Con una nuova segreteria affidata al giovane Ignazio Landi che ha ereditato la pesante eredità lasciata da Giorgio Cristallini e bisogna dire che ha saputo subito fare bene di fronte ad una mole di lavoro notevole. In prima linea anche il presidente della Fondazione del libro, Tarantola, con la vice Giuditta Bertoli e quello del Panathlon della Lunigiana, Aldino Angelini con il past president, Gianfranco Sbarra, il segretario  Ugo Folloni,  nonchè il vice Governatore Gianfilippo Mastroviti forza trainante della manifestazione e di tutto quanto fa parte della giornata pontremolese, alloggiamento, pranzi, cene, insomma una sfaticata. Noi che abbiamo dormito nell'Ostello dei Frati Capuccini abbiamo conosciuto una nuova esperienza assieme alle decine di ospiti impegnati nella via Francigena che qui ha una tappa importante. E poi il Sindaco, l'elegantissima Lucia Baracchini, un sindaco che molti Comuni sicuramente invidiano.

Corrado Cavazzini e Paolo Gandolfi col grande protagonista della giornata, Massimo De Luca, quindi Capirossi, il vincitore del Bancarella sport con Giuditta Bertoli, Ignazio Landi e il sindaco Baracchini col coautore del libro vincente Simone Sarasso (La mia vita senza paura) infine il presidente della Fondazione, Gianni Tarantola. Senza dimenticare Alberto Scotti, come presidente Nazionale dei Veterani dello sport, in mattinata alla manifestazione con Claudia Giordani ed alcune delle organizzatrici fra le quali le stelle del nuoto, Irene Beghini e Diletta Zini, quindi Rita Ricciotti dell'atletica. Con Claudia che raccontava di essere l'unica donna che correva per le strade di Milano ("Oggi corrono tutte") e che assieme al padre, il mitico Aldo Giordani del basket, si innamorò della montagna una mattina che lasciarono le metropoli immersa nella nebbia e scoprirono l'azzurro infinito della montagna nonchè lo sci femminile che allora la Federazione snobbava. In realtà Claudia aveva la scarlattina per cui la portarono a Bardonecchia per respirare aria buona ed ecco l'innamoramento.

A Pontremoli ogni angolo ha un riferimento storico. Purtroppo abbiamo scoperto con ritardo il Labirinto ospitato da una delle chiese della città, un'opera che risale al Medioevo e che da solo potrebbe essere un punto di riferimento per l'intensa opera di comunicazione dell'Assessore al turismo e alla Sanità, Clara Cavellini, un tipo a "tutto-gas" capace di amministrare quattro assessorati.Ma torniamo al Bancarella vinto in volata da Capirossi mentre a Massimo De Luca è stato consegnato il Premio Raschi, che vale tantissimo, basta guardare l'elenco dei premiati dal 2005 quando lo storico professor Giuseppe Benelli ebbe l'idea del Premio. Col suo intervento, degno di una Lectio Magristalis, Massimo De Luca ha dimostrato- ma non c’erano dubbi- di essere degno del Premio dedicato a Bruno Raschi, un giornalista che aveva sconvolto il sistema vigente portando la metodologia greca nella conversazione televisiva paragonando i ciclisti negli eroi classici, descrivendo le gare come imprese titaniche. Era il figlio di quel macchinista che i tedeschi uccisero nella Galleria del Borgallo, per essersi rifiutato di cedere, assieme ad altri due operai, una locomotiva. Quella stessa Galleria dove Raschi sarebbe passato diverse volte da studente rivivendo quell’angosciante momento. Nel 2005,sarebbe stato premiato Sergio Zavoli capace di esaltare il valore dello sport senza demagogia; a seguire Antonio Ghirelli con la sua avvincente dialettica napoletana, poi Ormezzano, Cannavò, Pizzul, Mura, la Pericoli, Sconcerti, Tommasi, Galeazzi, infine Buffa e Gregori. “Sono fiero-diceva De Luca- di essere finito in questo gruppo di giornalisti che sono stati gli anelli di congiunzione fra sport e letteratura”.

L’iter del giornalista romano diventato poi “milanese”, classe 1950, si è sviluppato dalla radio alla televisione, da diversi sport con due amori, il calcio e il baseball. “Allora si raccontava, le immagini dovevano arrivare. Il radiocronista parla e non si può tornare indietro. Quando dovetti sostituire la voce vellutata di Roberto Bortoluzzi in Tutto il calcio della stagione ’86-87 , quando si nascondeva il risultato del secondo tempo della partita commentata in TV da Pizzul, la gente a casa deve essersi chiesta “ma chi è ?” questo giovane proiettato da Roma a Milano dove lo studio sembrava un box degli anni ’40, nessun televisore in bassa frequenza. Quando la chiesi al capo tecnico mi rispose: E perchè?. Invece il fatto di potere vedere cosa succedeva sui campi ci permisse di vedere cosa stava succedendo in Atalanta-Napoli dove Ciotti da fuoriclasse qual era seppe trovare il dettaglio, il lancio dell’accendino che poi risultò una monetina che colpi il giocatore napoletano mettendolo kappao e che avrebbe destinato lo scudetto a Napoli. Da quel momento il giornalista sportivo cominciò a cambiare, la sua narrazione doveva essere completa per cui gli occorreva una preparazione civile, una conoscenza approfondita di quanto lo circonda. Dimostrammo che la Radio ha gli occhi, la radiocronaca doveva avere ritmo, senza le esagerazioni che avvertiamo oggi anche in Tv. La radio allora fu una pietra miliare. Ricordo anche quando ero sul punto di lasciare la Rai per Mediaset che un giorno, mentre godevo di alcuni giorni di vacanza al mare, prima del “trasloco” che mi chiamò Berlusconi e mi chiese se stavo vedendo una partita che trasmetteva la Rai. Quando dissi che mi riposavo mi chiese: Ma perchè il telecronista ha detto che sono presenti 18mila spettatori, doveva dire che lo stadio è pieno, immaginava già il prodotto da commercializzare. Bertoluzzi ci aveva insegnato l’affrancamento dai luoghi comuni, un giorno chiese “Ma perchè dite spiovente? Un pallone spiovente non cade, semmai si dovrebbe dire piovente, bruttissima parola. Quando spiove non piove più. La cura del linguaggio fu basilare, Brera in proposito fu esemplare, eccezionale “

E’ davvero una bella festa l’atto finale del Bacancarella sport, stavolta risparmiato dalla pioggia caduta in mattinata e con la piazza della finale strapiena di pubblico. . Col Panathlon locale in prima linea e la guida di Aldino Angelini con Gianfranco Sbarra, Ugo Folloni, e molti presidenti convenuti da ogni parte d’Italia. Con Giorgio Gerali, presidente del Torino Club che festeggerà fra poco i 50 anni di attività , impegnato a seguire Aldo Agroppi in ogni momento della serata. L’ex granata si è battuto nel derby a distanza con Sergio Brio, ha avuto la soddisfazione di salire sul palco dei vincitori col suo “ Non so parlare sottovoce” “Anche il bronzo-diceva- mi può bastare, gli altri correvano in coppia” In effetti Loris Capirossi ha scritto il libro “ 65 Loris Capirossi” con Simone Sarasso mentre il secondo classificato, Muhamnad Alì è stato realizzato da Federico Buffa (assente perchè all’estero) e Elena Catozzi, nessuna parentela col radiocronista reggiano. Il duetto fra Agroppi e Brio è stato divertente soprattutto quando l’ex juventino gli ha rivelato a bruciapelo di avere segnato 24 gol. “ Su rigore, naturalmente” ha polemizzato l’avversario. “ No, soltanto due o tre, gli altri su azione”. Agroppi non si è arreso : “ La mia mania è sempre stata quella dei nemici giornalieri, il pensiero quotidiano, non ho rimpianti di quanto ho fatto e scritto. Lo rifarei subito” Per Capirossi una soddisfazione non da poco coi 64 voti contro i 54 di Buffa. Per lui il racconto è essenziale soprattutto quando ha ricordato, presente il dottor Claudio Costa, in gara col libro “L’eroe che è in te” quando gli rimise a posto una mano che gli avrebbe impedito di gareggiare.. “Lui me la ricompose faticosamente cosicchè quando mi presentai davanti al medico olandese che doveva darmi l’okay per gareggiare, quello mi prese la mano e praticamente me la stritolò. Dovetti reprimere l’urlo, poi tornai da Costa che con un secondo intervento mi rimise in sella”. “ I protagonisti della favola sono sempre loro” premetteva lo stesso Costa “ io li faccio soltanto progredire” Il suo libro “ L’eroe che è in te” è arrivato quarto, quindi “Arpaid Weiscz” e appunto l’Ultimo stopper di Brio.

L'assessore Clara Cavellini e il presidente del Panathlon della Lunigiana, Aldo Angelini. Quindi Aldo Agroppi col Presidente del Torino Club di Pontremoli,

Giorgio Gerali; presto i festeggiamenti per il Cinquantennale. Il Sindaco Lucia Baracchini, Madrina della manifestazione

 

 

joomla templatesfree joomla templatestemplate joomla

Ricerca Articoli

Back to Top