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La scomparsa di don Sergio Sacchi, Socio onorario del Club, un lutto per tanti di noi. Stasera il Rosario, domani la messa. Il commovente ricordo di don Magri

Stamane è stata data la notizia della scomparsa di don Sergio Sacchi: era ricoverato da alcuni giorni in terapia intensiva al Rasori. Poco tempo fa era stato al centro della bella festa organizzata a Noceto dai suoi ex ragazzi: si era emozionato sembrava avere retto a tanti abbracci e a tanti saluti. Poi tre giorni fa il malore ed il ricovero con scarse speranze considerate le sue condizioni fisiche. Nella tarda mattina i medici del Rasori hanno precisato che è "tra la vita e la morte" poi la conferma del decesso. Al suo fianco sino in fondo il fratello Elio col quale viveva a Noceto nel Circolo il Giardino dopo un breve periodo a Porporano. Don Sergio era stato il prete spiriituale del nostro Club, oltre che esserne Socio onorario. Ecco come ci piace ricordarlo, con noi alla festa di Natale, nell'occasione con Vittorio Ferrarini e Giuliano Molossi, allora direttore della Gazzetta.Con la sua presidenza, fu Ginfranco Beltrami ad invitarlo a leggere ai Soci la sua letterina di Natale. Un successo che ricorderemo sempre con nostalgia. Il Rosario è in programma stasera, venerdì, nella chiesa di Noceto alle 20,30, la messa domani alle 9,30 in Cattedrale.

Don Sergio con Fainardi, Salati e Catuzzi, i personaggi che hanno reso grande baseball e softball a Parma: l'ultimo rimasto era don Sergio Sacchi,

ha voluto unirsi a loro nel ricordo di una grande amicizia. Le immagini della festa a Noceto

Questa la sintesi della vita sacerdotale di Mons. Sacchi quindi il ricordo di don Magri

MONS. SERGIO SACCHI
14 ottobre 1935 - 7 giugno 2018

Don Sergio Sacchi: che prete, amico di tutti, ma soprattutto degli ultimi! Quanta gioia, quanti sorrisi e quanta dolcezza ha riversato su quelli che hanno avuto la fortuna di avvicinarlo!
Grazie, caro don Sergio!

Nato a Parma il 14 ottobre 1935
Ordinazione presbiterale 9 0ttobre 1960
Cappellano a Ognissanti-S.Maria del Rosario dal 1960 al 1966
Parroco di Baganzola dal 1966 al 1971
Parroco di S.Vitale dal 1971 al 1978
Parroco di S. Maria del Rosario dal 1978 al 2000
Vicario episcopale dal 1983 al 1986
Canonico della Cattedrale dal 2000 al 2005
Presidente O.D.A dal 1968 al 1979
Prsidente O.D.A dal 2000 al 2009
Presidente del Fondo diocesano di solidarietà del clero dal 1998 al 2002
Canonico onorario della Cattedrale nel 2006
Consigliere dell’Opera diocesana S. Bernardo dal 1989 al 1997 e poi in un secondo periodo fino al 2009 con la cura dell’Istituto Pio XII
Parroco moderatore di Fontanellato dal 2005 al 2010
Parroco moderatore di Gaiano dal 2010 al 2016


Tutto avrei immaginato eccetto che essere io a piangere su don Sergio. Abbiamo vissuto anni di convivenza pastorale e amicale che ci hanno fatto sentire un cuor solo e un’anima sola. E don Sergio non era così solamente con me: era un cuor solo e un’anima sola con tanti.
Don Sergio, appena ordinato prete, è stato messo accanto a me dal Vescovo Colli nel 1960 come cappellano a Ognissanti-S.Maria del Rosario e subito ha messo a soqquadro la parrocchia nel senso più bello e positivo del termine. E tutti possiamo facilmente immaginare il segreto: con la dolcezza del suo volto sorridente, premessa di un impegno sacerdotale forte nella fede e nella carità a tutto tondo.

Ha impresso alla Comunità parrocchiale la svolta della carità verso gli ultimi. Basta pensare a quello che ha fatto nel quartiere Baganza, dove erano appena confluite nei nuovi palazzoni le famiglie provenienti dai vecchi capannoni della Navetta e del Cornocchio. I vecchi e fatiscenti capannoni avevano contribuito ad appiccicare questo nome in modo ben poco rispettoso addosso alle famiglie destinate poi ad arrivate nel quartiere Baganza. Don Sergio, come un novello don Lambertini, è stato il grande protagonista per queste famiglie dando fiducia, amicizia e ogni tipo di aiuto con l’inventiva che sgorgava dal suo cuore tenero di prete.
Insomma, ha anticipato la interpretazione di papa Francesco sul rovesciamento della parabola evangelica: lasciarne una nell’ovile per andare a cercare le altre 99!

È stato con me e con gli altri cappellani per sei anni e dopo una parentesi di una dozzina d’anni è diventato mio successore a S. Maria del Rosario e ha continuato, come parroco, con lo stesso stile, che deve essere lo stile di ogni parroco: catechesi, celebrazioni, cura pastorale dei ragazzi e dei giovani, ammalati, anziani, poveri sempre al primo posto…
Ma la sua carità andava oltre i confini parrocchiali. Basta citare le due Case che ha saputo inventare e fondare: la Casa di accoglienza femminile S.Chiara e la Casa di accoglienza S.Giuseppe. E sono certo, mentre scrivo, di dimenticare tante altre inziative  di carità verso gli ultimi.

Don Sergio sarà ricordato anche perché ha curato la gioventù nell’ambito sportivo e non solo con il gioco del calcio. Si può dire che ha portato il gioco del baseball a Parma, facendo giocare subito i ragazzi nei cortili della parrocchia: ragazzi che sarebbero poi diventati famosi a livello nazionale.

Che momenti di felicità per don Sergio!
È stato parroco anche a Baganzola, a S.Vitale in città, a Fontanellato, canonico della Cattedrale, vicario episcopale, consigliere dell’Opera S.Bernardo, presidente dell’ODA (Opera Diocesana Assistenza) e ultimamente parroco a Gaiano fino a quando la salute glielo ha consentito. Si è dovuto arrendere davanti alla malattia, accolto e accudito con amore dai fratelli Elio e Angelo.
       
Quante ansie, quante fatiche e quante soddisfazioni a Misurina!
Ma non si può parlare di don Sergio senza tentare di dire il suo amore appassionato per l’Istituto Pio XII di Misurina, la grande casa di accoglienza della Diocesi di Parma per i ragazzi bisognosi di ricuperare la salute e di avere una opportunità per una positiva esperienza educativa. È impossibile riuscire a raccontare le ansie, le fatiche, i viaggi Parma-Misurina e viceversa talvolta anche di notte, le iniziative che sapeva inventare con la sua intelligenza e la sua fantasia d’amore. Posso solo aggiungere che ha provato amarezza quando ha capito che ormai il suo rapporto con l’Istituto Pio XII stava per cessare.
Ma non poteva bastare a don Sergio tutto questo che ho raccontato perché la sua vita avesse un compimento degno della sua fede e del dono di sé al Signore e ai fratelli. Mancava la sua malattia, lunga e dolorosa che ha fatto brillare ancora una volta il vero don Sergio. Nelle visite a Noceto avevamo il cuore spezzato nel vederlo così sofferente e debilitato, ma comunque sempre pronto con il dono riconoscente del sorriso per chi lo andava a trovare.
Don Sergio faceva parte di quella generazione di preti, oggi anziani e stanchi, nati prima della guerra o durante la guerra ed entrati ragazzini a 10-12 anni in Seminario. Ragazzini ingenui certamente quando sono entrati, ma che sono maturati, si sono fatti le ossa e sono diventati la generazione portante della Diocesi nei decenni difficili che ben conosciamo.

Ciao, nostro caro e indimenticabile don Sergio, amico e prete esemplare nei giorni lieti e infaticabili, amico e prete esemplare nei giorni tristi della malattia e della sofferenza. Ti abbiamo ammirato perché nella tua vita hai sempre saputo accogliere le sorprese del Signore, che non ti hanno mai permesso di annoiarti.

Ci conforta e ci rassicura la certezza che l’incontro con il tuo Signore, che hai tanto amato e servito, non può che essere un incontro senza fine di gioia e di festa.
E allora …..che la festa cominci!

Don Domenico Magri, 8 giugno 2018

 

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